Lorenzo Palmieri - Skin

Lorenzo Palmieri

Skin

Fotografia digitale rielaborata,
stampa lambda su alluminio - cm 100x65

Di forte impatto visivo, la fotografia di Lorenzo Palmieri è caratterizzata da un’allusività alla negazione del sé, carica di tutti i risvolti sensoriali più profondi.

Soggetto d’arte è il volto di una donna, celato, ma si direbbe meglio soffocato da un velo di cellofan che la priva di ogni sensibilità. I colori lividi e l’inquadratura fortemente ravvicinata accentuano l’atmosfera di inquietante turbamento che pervade l’opera.

L’immagine, resa “pittorica” dal trattamento chiaroscurale del volto, sul quale la luce incide accentuando la fissità espressiva e il suo effetto perturbante, è assimilata ad un altrove che può spaziare ovunque. Un luogo terrorifico, ad esempio, espressione del soffocamento prodotto dal cellofan, o un luogo surreale, distante dal mondo e dalla vita. Di quest’ultimo è emblema la barriera che il cellofan crea sulla pelle, impedendole di “respirare” e di entrare in comunicazione diretta con l’esterno: una sorta di schermo che priva l’epidermide delle sensazioni tattili e olfattive di cui è capace, rendendola così una trama rugosa. Negando gli aspetti sensoriali della figura, su un piano metaforico viene ad essere negata anche la sua attitudine comunicativa, che si traduce nell’impossibilità di interagire a livello concettuale, fisico, emozionale in genere. La bocca leggermente aperta cerca disperatamente di emettere almeno dei suoni, ma l’unico rumore che scaturisce è la vibrazione dell’aria sulla pellicola plastica. Il senso claustrofobico che l’immagine trasmette blocca il respiro anche nello spettatore...